Dove altro devi andare … – Sinossi

Virginia ha ventidue anni. È bella. Studia all’università. Gioca a pallavolo.

Ha una madre ossessionante, Augusta, con l’animo irrigidito e incrostato come le antichità che vende nel suo negozio di antiquariato.

Ma poco male perché ha un fidanzato splendido, Cristiano. Alto e possente, occupa la vita sapendo di essere stato invitato e si permette anche di essere moro.

Una notte di gennaio del’85, Virginia avrebbe dovuto trovarsi su un volo per Bruxelles per accompagnare sua madre in un viaggio d’affari, invece si trova, per una casualità sghemba, nell’acqua di una risaia, coi piedi troppo infangati per poter fare ancora bella figura, a cercare di tenere sveglio un dodicenne per strapparlo alla morte.

Nonostante quello che le costerà doverlo fare non esiterà a “scivolare tra le pieghe della vita che, quella notte, aveva deciso di portarla altrove”.

Poco dopo si troverà ancora a scegliere tra la vita e la morte per una gravidanza indesiderata e non avrà la stessa serenità e chiarezza nel prendere la sua decisione.

Sullo sfondo di una Milano che negli anni ’80 stava cambiando pelle, sotto la neve che cadde abbondantissima quell’inverno, l’interruzione di gravidanza sembrerà la scelta più ragionevole per tutti.  Per Cristiano, che, pur amandola, non esiterà ad accettare un’interessante proposta di lavoro all’estero. Per Augusta, che non prenderà mai in considerazione nessun’altra ipotesi se non quella dell’interruzione e per i servizi sociali.

L’unica che offrirà veramente un’alternativa sarà Camilla, l’amica dai capelli sovversivi, donna verace e amica sincera. Virginia e gli altri personaggi ricacceranno giù il dolore fino a che quel fatto diventerà un segreto incastonato nella storia delle loro esistenze e non sarà più argomento di conversazione, né in famiglia, dove scenderà un silenzio omertoso, né in altri contesti sociali. Ma a disincastrare questa situazione irromperà, inaspettato e catartico, un perdono arrivatole dall’unica persona da cui sarà ancora credibile.

“Il perdono spiazza perché si fa beffe delle regole del gioco, sovverte gli ordini, ribalta i principi. Per quello sorprende e stupisce ogni volta.

Rende vane le tesi perché cancella le antitesi. Come l’amore.

Il perdono è amore.”

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