Il mio videocorso “Come migliorare la voce” su @PiuChePuoi_it

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Ti è mai capitato di sentire la tua voce registrata e di non riconoscerti, di non piacerti, o addirittura di provare fastidio? È orribile, vero?
Oppure di dover alzare la voce e proprio nel momento in cui dovresti esprimere fermezza, autorevolezza, ti viene fuori una voce stridula, strozzata?
Allora questo è il corso che fa per te.
Il corso ha un obiettivo ben preciso: imparare a usare la voce, acquisendo chiarezza, autorevolezza e carisma.
Imparerai, poi, a non mangiarti più le parole, come magari a volte può esserti capitato, favorendo quindi l’ascolto e la comprensione da parte del tuo interlocutore.
La peculiarità del mio metodo è che è particolarmente indicato per tutti coloro che hanno poco tempo e soprattutto l’esigenza di non cambiare improvvisamente, per non essere oggetto di curiosità e commenti.
E fondamentalmente non rischierai mai di perdere la tua naturalezza nel parlato, rischiando di sembrare “ingessato” e pomposo, come vecchi personaggi del teatro.
In più apprenderai un modo sano di parlare, che ridurrà notevolmente il rischio di infiammazioni alla gola, polipi, e altre patologie collegate.
Scoprirai, però, e questa sarà la grande sorpresa per te, scoprirai di possedere una voce capace di raccontare, affascinare e convincere, una voce che forse, non hai mai sospettato di avere.
Perché la buona notizia, è che ognuno di noi ha dentro di sé una voce splendida. Bisogna tirarla fuori.
Questo videocorso è rivolto a persone che, come te, vogliono migliorare le relazioni personali, la qualità del loro lavoro, crescere in autorevolezza, incrementare il carisma ed essere ascoltati più facilmente.
E correggere i principali difetti della voce, come ad esempio voce tremolante, voce stridula, voce debole.
Bene, abbiamo molto lavoro che ci aspetta, sei pronto, sei pronta?

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Il figlio di puttana

Quante amiche che ho.

Poi alcune sono bellissime, con un lavoro interessante, intelligenti, simpatiche, colte…e sole.

Dici, sì, ma dove sta la fregatura, perchè una così, per essere ancora sola deve nascondere una fregatura che so io ha tre culi……e invece no, sono assolutamente regolamentari.

Solo che sono sole.

Solo un tipo d’uomo riesce irrimediabilmente ad attrarle:

IL FIGLIO DI PUTTANA.

Affascinante moro dall’aspetto consumato, sofferente, stropicciato, tendente al rachitismo, spesso lo trovi a fare un lavoro creativo ma ATTENZIONE deve essere assolutamente inappagato.

Infelice, insoddisfatto, inquieto, tormentato.

E questo a noi donne non si sa perché scatena delle fantasie incontrollabili, prese dalla sindrome di Madame Curie (Florence Nightingale) o da quella più banale della D’ Eusanio, alè tutte crocerossine, e su e giù per le corsie della sua psiche, coltivando il sogno di vederlo un giorno stare bene, sorridere, RIDERE per poter dire : io c’ero. Come per la caduta del muro di Berlino.

Ed è così che ci immoliamo per la causa.

Lui sempre più perso nei suoi mondi interiori come un croato sordomuto a Piazzaffari…noi sempre più eroine, col naso appiccicato sul vetro fuori dalla porta, in perenne attesa, attesa di un suo miglioramento, di una telefonata, di un invito ad un cinema non importa a vedere quale film…anche polacco con i sottotitoli in cirillico…un invito alla pelota…a una messa ortodossa…a un corso di colesterolo…a una gara di forfora… basta stare in sua presenza, sapere che respira e che respira accanto a noi, e nell’attesa ci ritroviamo in casa ad affogarci nella vaschetta dell’Haagen Dasz…

Ogni tanto qualche amica più sveglia di te cerca di distoglierti dal tuo stato confusionale: “Esci, non ti chiama, non ti chiamerà mai, fattene una ragione, è un cerebroleso, ma non lo vedi che è un cretino, non ti rendi conto di come ti tratta?”

E tu in lacrime- “TU NON CAPISCI, lui è molto complesso, guarda che invece è un buon segno. Vuol dire che lo metto proprio in crisi.

Infatti il “figlio di puttana” in questione ti fa su dicendo:”Come sei cara, come ti voglio bene, come farò senza di te, quando anche tu ti sarai stancata di me…”

E tu: “Ma chi ti dice che mi stanchi di te, anzi ho un’idea: sposiamoci!”

Ma lui “No, lasciami stare, io non ti merito, tu sei meravigliosa, sono io che NON SO AMARE, perché, perché non riesco più ad innamorarmi dopo…ROMOLA”.

“Ma amore, è successo quando avevate tu 8 e lei 9 anni, adesso la tua Romola vive in Australia, ha sposato un canguro e ha due figli…”

Ma poi come si fa ad essere innamorati di una con un nome simile…sarebbe meno frustrante se ci dicesse che s’è innamorato di una delle Winx.

E quando tu vieni a saper dell’esistenza dell’altra vai in crisi, e questo è il secondo errore. Dovresti vendicarti: che so io dare il suo nominativo a un assicuratore o a un piazzista di Kirby…e invece dal momento in cui scopriamo dell’esistenza dell’altra ci martella un solo pensiero:-CHE COS’HA LEI CHE IO NON HO.

C’è una sola differenza tra te e lei: lei…NON LO CAGA.

Magari gliela dà ma lo fa distrattamente senza soddisfazione… per esempio, mentre si pettina davanti a lui con indosso solo una t-shirt che, viste le dimensioni, potrebbe essere quella della Barbie, …e quando lei con tutto di fuori vede lui col testosterone entusiasta se ne esce con :

(stupita, indicando le sue parti intime completamente biotte) ”Ti piace? Ma dai pensa che ce l’ho da una vita e non l’ho mai usata… oh, se ti serve prendila”.

10 paia di scarpe da donna

Quello che le donne non dicono… lo dicono le scarpe.

Da ginnastica, sabot, ballerine, tacchi 12 e sandali con la zeppa, decolté bizzarre come quelle della Barbie e calze antiscivolo, stivali e stivaletti.

Scarpe alte, basse, comode, scomode ma splendide.

Le scarpe ci coccolano e ci gratificano.

Parlano per noi quando non vogliamo dire tutto.

Dicono chi siamo. In quel momento.

Un attimo prima tacco a spillo, subito dopo è già ciabatta di pelo.

Dieci paia di scarpe da donna per raccontare femminilità diverse.

Storie di donne che hanno perso e di altre che, invece, non hanno neanche giocato.

Storie di ragazze madri, troppo ragazze per essere madri.

Storie di donne che sono state attratte solo da uomini “figli di puttana”.

Donne che sono rimaste troppo sole in una vita che ha viaggiato in fretta.

Altre che portano con umorismo i segni di una malattia e, per amore, sanno sperare..

Figlie, sorelle, madri, nonne, amiche, maestre.

Se imparerai a riconoscerci ci troverai attorno a te, intente a ricostruire su terreni bruciati, su pelli scottate da poco, su dolori segreti, su umiliazioni disegnate dalla storia.

Tutte madri; alcune senza mai esserlo diventate.

All’inseguimento di quel soffio vitale che genera e rigenera, ripara e ricostruisce.

Ma sempre dolcemente e docilmente incollate alla vita.

Cercasi uomo

Il prodotto peggiore di questo cambiamento è la “donna manager”, mamma mia queste donne vestite dallo stesso stilista della Sig.ina Rottermeier, fanno un corso da Pittbull, mangiano patè di iena, ma non è colpa loro, se sei carina gentile e sensibile ti fanno secca al lavoro, io voglio invece poter lavorare mantenendo le mie caratteristiche di donna, non sono di meno degli uomini se sono donna sono DIVERSA,  queste vanno in ufficio vestite da Lara Croft, col calasnicof, le bombe a mano, i segni sulle guance…

Vedi in giro delle cose…come l’altro giorno, per esempio, ero sul tram, a Milano, ed è salita una donna manager…queste donne manager, un mastino, ha trovato un posto a sedere…queste se trovano un posto a sedere è finita, non si danno pace, ma stai tranquilla, fra dieci minuti sei in ufficio poi ti fai le tue belle dieci ore di lavoro filato con il tuo bello stress, ora goditela, allestiscono un vero e proprio ufficio: aprono la borsa, tirano fuori il computer, tirano fuori il telefonino, tirano fuori il fax, tirano fuori un bambino, col biberon l’allattano…a questa le ho anche sentito dire:

-Adesso, amore, vai a giocare sulla 94, che la mamma deve lavorare, eh…

 

prodotto peggiore di questo cambiamento è la “donna manager”, mamma mia queste donne vestite dallo stesso stilista della Sig.ina Rottermeier, fanno un corso da Pittbull, mangiano patè di iena, ma non è colpa loro, se sei carina gentile e sensibile ti fanno secca al lavoro, io voglio invece poter lavorare mantenendo le mie caratteristiche di donna, non sono di meno degli uomini se sono donna sono DIVERSA,  queste vanno in ufficio vestite da Lara Croft, col calasnicof, le bombe a mano, i segni sulle guance…

Vedi in giro delle cose…come l’altro giorno, per esempio, ero sul tram, a Milano, ed è salita una donna manager…queste donne manager, un mastino, ha trovato un posto a sedere…queste se trovano un posto a sedere è finita, non si danno pace, ma stai tranquilla, fra dieci minuti sei in ufficio poi ti fai le tue belle dieci ore di lavoro filato con il tuo bello stress, ora goditela, allestiscono un vero e proprio ufficio: aprono la borsa, tirano fuori il computer, tirano fuori il telefonino, tirano fuori il fax, tirano fuori un bambino, col biberon l’allattano…a questa le ho anche sentito dire:

-Adesso, amore, vai a giocare sulla 94, che la mamma deve lavorare, eh…

Oh Sublime

Oh, sublime coglione,

perché quando diventa verde tu non vuoi partire o per strada smetti improvvisamente di marciare

e dove già c’è una panchina tu proprio lì vuoi parcheggiare…ma certo, scusa, sei al cellulare…

oh, sublime coglione,

perché in autostrada la corsia di mezzo non vuoi proprio abbandonare,ma mai gli ottanta vuoi superare!

Ma perché ne fai una questione personale, cos’ha questa corsia di così speciale? Spostati. Non devi farne un dramma, non è come violentarti la mamma.

oh, sublime coglione,

oh, ardimentosa creatura, perché in autostrada il tuo dito mai non riposa, di aiutarti, credi, sarei desiderosa,

ma dove, dove posso andare? Tu, il mio tubo di scappamento da vicino vuoi guardare,e a me, ti assicuro fa piacere,del resto, anche se non fosse, non mi posso proprio spostare…A sinistra ho il gard rail, coi suoi oleandri a far festa, una fila d’auto davanti e serpentoni di camion a destra.Forse mi potrei dematerializzare? O forse, per farti piacere, mi potrei mettere a volare…Ma perché, perchè il tuo dito non smette mai di sfarettare,dove, dove dovrei andare, secondo te?

O sublime coglione, fattene una ragione: sei in coda.

Oh, sublime coglione,

tu, che alla guida vuoi cambiare direzione, lo fai senza esitazione, senza alcuna anticipazione,lo fai improvvisamente, come un bisogno urgente, del resto sei un artista,chi, chi ti da del teppista,vorrebbero che tu mettessi la freccia, andiamo, è più bella la sorpresa, più fantasiosa, più godereccia,L’indicatore di direzione è per chi non ha niente da fare,tu hai più classe, ti piace improvvisare,non scendi così in basso,ti piace cambiare improvvisamente traiettoria, come fanno le mosche, per poi andare dove? Sopra le merde.Saranno gagliarde?

Oh, sublime coglione,

le strisce pedonali non son decorazione, non son fatte per divertire,se qualcuno le occupa tu ti devi fermare,oddio è vero che sulle strisce pedonali, beh, non si può pernottare,e velocemente le si dovrebbe liberare,ma ti devi arrendere, il pedone non me lo puoi seccare, me lo devi lasciar passare,dai, su, sii buono,schiaccia quel pedale del freno,vedrai, non sarai meno uomo,sarai soltanto meno scemo.

Mamme al parco

Ah, quando arriva è tosta, sa? Il mio ha avuto cinquantanove di febbre. L’ho dovuto portare al Pronto Soccorso, sa? L’hanno fatto morire e poi l’han dovuto resuscitare, sa?

Sai, ieri sera ho ingoiato una forchetta e sono finita al Pronto Soccorso

Ah. No, io ho visto la TV

Qual ‘è suo figlio?

Mio figlio è quello che si sta divorando il rotwailler.

Ah, il mio è il rottwailler

Sono un po’ preoccupata per Martina, non vorrei avesse somatizzato qualcosa; ha quindici anni e ancora non le vengono le mestruazioni… in compenso sono venute a Leonardo che però ne ha solo sette di anni.

E invece a Martina ho comprato un cagnetto, un rotwailer di sei mesi, sono trenta chili di cane e la forza di una betoniera in funzione: lei l’ha chiamato CRIMINE

-Ehi, Leonardo quante volte ti devo dire di non giocare con la pistola della guardia giurata

-Leonardo, ti prego di lasciare stare il ciuccio di tuo fratello. Sa, cosa fa senza che io me ne accorgo: strofina il ciuccio del fratellino nel peperoncino e poi glielo mette nella culla. Così quando io glielo metto in bocca il piccolino strilla come un pazzo e io non so perché….