Archivio per la categoria ‘attrice’

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Ti è mai capitato di sentire la tua voce registrata e di non riconoscerti, di non piacerti, o addirittura di provare fastidio? È orribile, vero?
Oppure di dover alzare la voce e proprio nel momento in cui dovresti esprimere fermezza, autorevolezza, ti viene fuori una voce stridula, strozzata?
Allora questo è il corso che fa per te.
Il corso ha un obiettivo ben preciso: imparare a usare la voce, acquisendo chiarezza, autorevolezza e carisma.
Imparerai, poi, a non mangiarti più le parole, come magari a volte può esserti capitato, favorendo quindi l’ascolto e la comprensione da parte del tuo interlocutore.
La peculiarità del mio metodo è che è particolarmente indicato per tutti coloro che hanno poco tempo e soprattutto l’esigenza di non cambiare improvvisamente, per non essere oggetto di curiosità e commenti.
E fondamentalmente non rischierai mai di perdere la tua naturalezza nel parlato, rischiando di sembrare “ingessato” e pomposo, come vecchi personaggi del teatro.
In più apprenderai un modo sano di parlare, che ridurrà notevolmente il rischio di infiammazioni alla gola, polipi, e altre patologie collegate.
Scoprirai, però, e questa sarà la grande sorpresa per te, scoprirai di possedere una voce capace di raccontare, affascinare e convincere, una voce che forse, non hai mai sospettato di avere.
Perché la buona notizia, è che ognuno di noi ha dentro di sé una voce splendida. Bisogna tirarla fuori.
Questo videocorso è rivolto a persone che, come te, vogliono migliorare le relazioni personali, la qualità del loro lavoro, crescere in autorevolezza, incrementare il carisma ed essere ascoltati più facilmente.
E correggere i principali difetti della voce, come ad esempio voce tremolante, voce stridula, voce debole.
Bene, abbiamo molto lavoro che ci aspetta, sei pronto, sei pronta?

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Il figlio di puttana

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

Quante amiche che ho.

Poi alcune sono bellissime, con un lavoro interessante, intelligenti, simpatiche, colte…e sole.

Dici, sì, ma dove sta la fregatura, perchè una così, per essere ancora sola deve nascondere una fregatura che so io ha tre culi……e invece no, sono assolutamente regolamentari.

Solo che sono sole.

Solo un tipo d’uomo riesce irrimediabilmente ad attrarle:

IL FIGLIO DI PUTTANA.

Affascinante moro dall’aspetto consumato, sofferente, stropicciato, tendente al rachitismo, spesso lo trovi a fare un lavoro creativo ma ATTENZIONE deve essere assolutamente inappagato.

Infelice, insoddisfatto, inquieto, tormentato.

E questo a noi donne non si sa perché scatena delle fantasie incontrollabili, prese dalla sindrome di Madame Curie (Florence Nightingale) o da quella più banale della D’ Eusanio, alè tutte crocerossine, e su e giù per le corsie della sua psiche, coltivando il sogno di vederlo un giorno stare bene, sorridere, RIDERE per poter dire : io c’ero. Come per la caduta del muro di Berlino.

Ed è così che ci immoliamo per la causa.

Lui sempre più perso nei suoi mondi interiori come un croato sordomuto a Piazzaffari…noi sempre più eroine, col naso appiccicato sul vetro fuori dalla porta, in perenne attesa, attesa di un suo miglioramento, di una telefonata, di un invito ad un cinema non importa a vedere quale film…anche polacco con i sottotitoli in cirillico…un invito alla pelota…a una messa ortodossa…a un corso di colesterolo…a una gara di forfora… basta stare in sua presenza, sapere che respira e che respira accanto a noi, e nell’attesa ci ritroviamo in casa ad affogarci nella vaschetta dell’Haagen Dasz…

Ogni tanto qualche amica più sveglia di te cerca di distoglierti dal tuo stato confusionale: “Esci, non ti chiama, non ti chiamerà mai, fattene una ragione, è un cerebroleso, ma non lo vedi che è un cretino, non ti rendi conto di come ti tratta?”

E tu in lacrime- “TU NON CAPISCI, lui è molto complesso, guarda che invece è un buon segno. Vuol dire che lo metto proprio in crisi.

Infatti il “figlio di puttana” in questione ti fa su dicendo:”Come sei cara, come ti voglio bene, come farò senza di te, quando anche tu ti sarai stancata di me…”

E tu: “Ma chi ti dice che mi stanchi di te, anzi ho un’idea: sposiamoci!”

Ma lui “No, lasciami stare, io non ti merito, tu sei meravigliosa, sono io che NON SO AMARE, perché, perché non riesco più ad innamorarmi dopo…ROMOLA”.

“Ma amore, è successo quando avevate tu 8 e lei 9 anni, adesso la tua Romola vive in Australia, ha sposato un canguro e ha due figli…”

Ma poi come si fa ad essere innamorati di una con un nome simile…sarebbe meno frustrante se ci dicesse che s’è innamorato di una delle Winx.

E quando tu vieni a saper dell’esistenza dell’altra vai in crisi, e questo è il secondo errore. Dovresti vendicarti: che so io dare il suo nominativo a un assicuratore o a un piazzista di Kirby…e invece dal momento in cui scopriamo dell’esistenza dell’altra ci martella un solo pensiero:-CHE COS’HA LEI CHE IO NON HO.

C’è una sola differenza tra te e lei: lei…NON LO CAGA.

Magari gliela dà ma lo fa distrattamente senza soddisfazione… per esempio, mentre si pettina davanti a lui con indosso solo una t-shirt che, viste le dimensioni, potrebbe essere quella della Barbie, …e quando lei con tutto di fuori vede lui col testosterone entusiasta se ne esce con :

(stupita, indicando le sue parti intime completamente biotte) ”Ti piace? Ma dai pensa che ce l’ho da una vita e non l’ho mai usata… oh, se ti serve prendila”.

10 paia di scarpe da donna

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

Quello che le donne non dicono… lo dicono le scarpe.

Da ginnastica, sabot, ballerine, tacchi 12 e sandali con la zeppa, decolté bizzarre come quelle della Barbie e calze antiscivolo, stivali e stivaletti.

Scarpe alte, basse, comode, scomode ma splendide.

Le scarpe ci coccolano e ci gratificano.

Parlano per noi quando non vogliamo dire tutto.

Dicono chi siamo. In quel momento.

Un attimo prima tacco a spillo, subito dopo è già ciabatta di pelo.

Dieci paia di scarpe da donna per raccontare femminilità diverse.

Storie di donne che hanno perso e di altre che, invece, non hanno neanche giocato.

Storie di ragazze madri, troppo ragazze per essere madri.

Storie di donne che sono state attratte solo da uomini “figli di puttana”.

Donne che sono rimaste troppo sole in una vita che ha viaggiato in fretta.

Altre che portano con umorismo i segni di una malattia e, per amore, sanno sperare..

Figlie, sorelle, madri, nonne, amiche, maestre.

Se imparerai a riconoscerci ci troverai attorno a te, intente a ricostruire su terreni bruciati, su pelli scottate da poco, su dolori segreti, su umiliazioni disegnate dalla storia.

Tutte madri; alcune senza mai esserlo diventate.

All’inseguimento di quel soffio vitale che genera e rigenera, ripara e ricostruisce.

Ma sempre dolcemente e docilmente incollate alla vita.

Cercasi uomo

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

Il prodotto peggiore di questo cambiamento è la “donna manager”, mamma mia queste donne vestite dallo stesso stilista della Sig.ina Rottermeier, fanno un corso da Pittbull, mangiano patè di iena, ma non è colpa loro, se sei carina gentile e sensibile ti fanno secca al lavoro, io voglio invece poter lavorare mantenendo le mie caratteristiche di donna, non sono di meno degli uomini se sono donna sono DIVERSA,  queste vanno in ufficio vestite da Lara Croft, col calasnicof, le bombe a mano, i segni sulle guance…

Vedi in giro delle cose…come l’altro giorno, per esempio, ero sul tram, a Milano, ed è salita una donna manager…queste donne manager, un mastino, ha trovato un posto a sedere…queste se trovano un posto a sedere è finita, non si danno pace, ma stai tranquilla, fra dieci minuti sei in ufficio poi ti fai le tue belle dieci ore di lavoro filato con il tuo bello stress, ora goditela, allestiscono un vero e proprio ufficio: aprono la borsa, tirano fuori il computer, tirano fuori il telefonino, tirano fuori il fax, tirano fuori un bambino, col biberon l’allattano…a questa le ho anche sentito dire:

-Adesso, amore, vai a giocare sulla 94, che la mamma deve lavorare, eh…

 

prodotto peggiore di questo cambiamento è la “donna manager”, mamma mia queste donne vestite dallo stesso stilista della Sig.ina Rottermeier, fanno un corso da Pittbull, mangiano patè di iena, ma non è colpa loro, se sei carina gentile e sensibile ti fanno secca al lavoro, io voglio invece poter lavorare mantenendo le mie caratteristiche di donna, non sono di meno degli uomini se sono donna sono DIVERSA,  queste vanno in ufficio vestite da Lara Croft, col calasnicof, le bombe a mano, i segni sulle guance…

Vedi in giro delle cose…come l’altro giorno, per esempio, ero sul tram, a Milano, ed è salita una donna manager…queste donne manager, un mastino, ha trovato un posto a sedere…queste se trovano un posto a sedere è finita, non si danno pace, ma stai tranquilla, fra dieci minuti sei in ufficio poi ti fai le tue belle dieci ore di lavoro filato con il tuo bello stress, ora goditela, allestiscono un vero e proprio ufficio: aprono la borsa, tirano fuori il computer, tirano fuori il telefonino, tirano fuori il fax, tirano fuori un bambino, col biberon l’allattano…a questa le ho anche sentito dire:

-Adesso, amore, vai a giocare sulla 94, che la mamma deve lavorare, eh…

Oh Sublime

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

Oh, sublime coglione,

perché quando diventa verde tu non vuoi partire o per strada smetti improvvisamente di marciare

e dove già c’è una panchina tu proprio lì vuoi parcheggiare…ma certo, scusa, sei al cellulare…

oh, sublime coglione,

perché in autostrada la corsia di mezzo non vuoi proprio abbandonare,ma mai gli ottanta vuoi superare!

Ma perché ne fai una questione personale, cos’ha questa corsia di così speciale? Spostati. Non devi farne un dramma, non è come violentarti la mamma.

oh, sublime coglione,

oh, ardimentosa creatura, perché in autostrada il tuo dito mai non riposa, di aiutarti, credi, sarei desiderosa,

ma dove, dove posso andare? Tu, il mio tubo di scappamento da vicino vuoi guardare,e a me, ti assicuro fa piacere,del resto, anche se non fosse, non mi posso proprio spostare…A sinistra ho il gard rail, coi suoi oleandri a far festa, una fila d’auto davanti e serpentoni di camion a destra.Forse mi potrei dematerializzare? O forse, per farti piacere, mi potrei mettere a volare…Ma perché, perchè il tuo dito non smette mai di sfarettare,dove, dove dovrei andare, secondo te?

O sublime coglione, fattene una ragione: sei in coda.

Oh, sublime coglione,

tu, che alla guida vuoi cambiare direzione, lo fai senza esitazione, senza alcuna anticipazione,lo fai improvvisamente, come un bisogno urgente, del resto sei un artista,chi, chi ti da del teppista,vorrebbero che tu mettessi la freccia, andiamo, è più bella la sorpresa, più fantasiosa, più godereccia,L’indicatore di direzione è per chi non ha niente da fare,tu hai più classe, ti piace improvvisare,non scendi così in basso,ti piace cambiare improvvisamente traiettoria, come fanno le mosche, per poi andare dove? Sopra le merde.Saranno gagliarde?

Oh, sublime coglione,

le strisce pedonali non son decorazione, non son fatte per divertire,se qualcuno le occupa tu ti devi fermare,oddio è vero che sulle strisce pedonali, beh, non si può pernottare,e velocemente le si dovrebbe liberare,ma ti devi arrendere, il pedone non me lo puoi seccare, me lo devi lasciar passare,dai, su, sii buono,schiaccia quel pedale del freno,vedrai, non sarai meno uomo,sarai soltanto meno scemo.

Mamme al parco

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

Ah, quando arriva è tosta, sa? Il mio ha avuto cinquantanove di febbre. L’ho dovuto portare al Pronto Soccorso, sa? L’hanno fatto morire e poi l’han dovuto resuscitare, sa?

Sai, ieri sera ho ingoiato una forchetta e sono finita al Pronto Soccorso

Ah. No, io ho visto la TV

Qual ‘è suo figlio?

Mio figlio è quello che si sta divorando il rotwailler.

Ah, il mio è il rottwailler

Sono un po’ preoccupata per Martina, non vorrei avesse somatizzato qualcosa; ha quindici anni e ancora non le vengono le mestruazioni… in compenso sono venute a Leonardo che però ne ha solo sette di anni.

E invece a Martina ho comprato un cagnetto, un rotwailer di sei mesi, sono trenta chili di cane e la forza di una betoniera in funzione: lei l’ha chiamato CRIMINE

-Ehi, Leonardo quante volte ti devo dire di non giocare con la pistola della guardia giurata

-Leonardo, ti prego di lasciare stare il ciuccio di tuo fratello. Sa, cosa fa senza che io me ne accorgo: strofina il ciuccio del fratellino nel peperoncino e poi glielo mette nella culla. Così quando io glielo metto in bocca il piccolino strilla come un pazzo e io non so perché….

Sole

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

Ho scoperto di essere gay. Mi hanno spiegato che i gay sono quelli a cui piacciono gli uomini. Cavoli anche a me piacciono gli uomini.

Sole lei poserebbe nuda?

Si, per il calendario Pirelli lo farei. Ma perché me lo chiede? Il signor Pirelli ha chiesto di me?  Cioè molti sulle foto nude sgranano gli occhi e dicono che ti rovini l’immagine ma io non penso, io penso che se il fotografo è bravo l’immagine la mette a fuoco bene.

Fiabe

Pubblicato: 20 novembre 2011 in attrice

SFIGATA…CENERENTOLA era una poveraccia, dai diciamocelo,una bambina non può avere come modello una sfigata simile, come cresce.

Cenerentola era circondata da stronze da cui non sapeva difendersi, la matrigna e le sorellastre, la Walt Disney le fornisce una fata a ore, come una colf, lei era pagata fino alla mezzanotte, dopo la Walt Disney non voleva sentirne parlare di pagarle gli straordinari e questa giustamente smonta, ma nonostante questo lei riesce a sposarsi il principe, ma perchè era una ganza lei, perchè quello che le cronache non hanno tramandato è che Cenerentola quando s‘è sposata aveva 46 anni e prima s’ è fatta una culo spaventoso, poveraccia.

Ma poi la Walt Disney sapeva che quella era l’unica serata di divertimento per lei, mica le dicono: te, pora stela, divertiti, mangia, bevi, balla col principe…SCOPATELO se puoi.

Mica le danno dei preservativi, un vestito comodo per ballare…,eh no…troppo facile…quel genio della costumista della Disney cosa ti inanella… LA SCARPINA DI CRISTALLO.

Che poi il problema delle scarpine di cristallo non è quello che ti si sfilino ma semmai è che se il principe ti da un pestone ti ritrovi con l’alluce pieno di schegge.

Biancaneve…scema ma affascinante, è scema perchè una che ha per madre, o matrigna che sia, una che tenta di ammazzarla…e non si accontenta di saperla morta…no, vuole le prove: il cuore in mano del cacciatore.

Cioè, secondo lei, il cacciatore doveva andare nel bosco, ammazzarla, scuoiarla, tirar fuori il cuore e portarglielo indietro. Al confronto Pacciani era un boy-scout.

Dicevamo che se una sa che ha per madre un serial-killer, minimo sta all’occhio, io mi sarei trasferita in Costa d’Avorio…ma senza arrivare a tanto,guardati le spalle almeno…se nel bosco per otto mesi non vedi altro che scoiattoli e nani, nani e scoiattoli, quando ti si presenta una vecchia, con una faccia tutt’altro che rassicurante…con delle mele…ma non ti viene qualche dubbio…ci siamo giocati il paradiso per delle mele, possibile che la storia non t’abbia insegnato nulla?

Ma dai, non è normale ‘sta qui: anzichè far cantare gli uccellini, perchè non pensi a salvarti la pelle, oca!

Quindi anche Biancaneve fu depennata

BRONTOLO.

Ma sì, lui ha delle reazioni normali: perchè sette nani…COSTRETTI A VIVERE NEL BOSCO…scrivo “costretti” perchè io non ci credo che  ci siano andati di loro spontanea volontà, è chiaro che qualcuno li ha costretti a vivere lì.

Immaginatevi la scena: i setti nani sono in cortile e si annoiano, poveretti, in città hanno chiuso le sale giochi, al cinema sempre le stesse cose…e loro lì ad ammuffire, poi a uno dei sette viene l’ideona:-oh, ragazzi perchè non andiamo a vivere nel bosco, da soli, a cavar pietre, viviamo in una catapecchia senza riscaldamento, e ci nutriamo di muschi e licheni, eh, cosa ne dite, non è una figata?

Dai, non ci crede nessuno, è chiaro che qualcuno li ha costretti a vivere lì, sarà stato Fellini, forse, per avere il suo vivaio di nani, ma comunque la giri è chiaro che qualcuno li ha costretti a vivere lì.

E Brontolo era già incazzato per questo, e non gli si può certo dare torto!

Allora ricapitoliamo, SETTE NANI…COSTRETTI A VIVERE NEL BOSC0…DA…SO-LI…e non oso immaginare quello che può essere successo tra di loro…altro che AHIO’,AHIO’!

vivono da soli in un bosco…e non vedono una donna da 13 anni e mezzo.

Arriva Biancaneve!

Credo che comunque in quelle condizioni anche se fosse arrivata la Werthmuller era uguale!

Comunque arriva lei, bella, coi piedi a posto, e s’infila direttamente nei loro letti… TUTTI…eh beh, se non è provocazione questa!

E Brontolo giustamente si prepara, si lava i denti, si profuma, si pettina la barba…ma quel rompicoglioni di Dotto gli dice:-ALT! FERMO! Biancaneve non si tocca!…sublima: impara a fischiettar!

LE SFIDE MI STUZZICANO.

Ero laureata in architettura quando mi trovai a un bivio: da una parte la proposta di assunzione in un importante studio, dall’altra un contratto di sei mesi per uno spettacolo, ma il futuro sarebbe stato da inventare.

Le sfide mi stuzzicano, pensai.

Come attrice mi sono formata prima al CTA e poi in numerosi altri stages, con maestri come Gianni Mantesi, Greta Seacat, Adriana Innocenti e Piero Nuti…
Gli anni che sono venuti dopo sono stati intensi, in giro per l’Italia con varie compagnie e diversi spettacoli, sia comici sia drammatici.
Nel ‘93 ho partecipato a uno stage sulla comicità tenuto dal duo Zuzzurro e Gaspare:
“Se volete diventare cabarettisti dovete per prima cosa imparare a scrivere i testi , il resto verrà dopo”, “… Accidenti; saperlo prima non mi sarei iscritta”, ho pensato.
Ma siccome le sfide mi intrigano, nel buio della mia stanzetta mi sono cimentata.
Da lì è iniziata la mia esperienza nei cabaret (Harrison Cafè di Lugano, Caffè teatro di Samarate, Zelig, Sesto Cabaret) portando in giro diversi spettacoli di cui firmavo i testi e la regia (Meglio un carciofo oggi, Ridateci la calzetta, E venne il Natale, Dieci paia di scarpe di donna…) e numerosi personaggi (Sole, Irry, Paola la mamma, Esposita…).

Contemporaneamente al lavoro in teatro è cresciuta la mia attività come speaker, rappresentando i brands più famosi (Fiat, Infostrada, Wind, Subaru, L’Oreal, Garnier, Ferrero, Findus, Danone, Bonduelle).

Dal ‘96 al ‘07 ho insegnato all’Accademia “Professione M.A.S.” , sotto la direzione di Susanna Beltrami.

“Avrei bisogno di soggetti da cui trarre spunto per i miei dipinti. Perché non mi suggerisci dei testi? Anzi perché non mi scrivi tu dei racconti. Ti va di provare?” mi disse una pittrice di origine argentina.
Ormai lo sapevo quanto le sfide mi affascinassero, non potevo sottrarmi.
Questa collaborazione mi ha portato a scrivere diversi racconti, uno dei quali “L’irrisolta”, nel 2007, vinse un concorso organizzato da Giulio Perrone Editore.

“Signora, crede di riuscire a consegnare il libro finito entro un mese?”
Avevo appena finito di scrivere il romanzo, non ancora editato,”Dove altro devi andare?” e “Un popolo in ciabatte” format radiofonico sul terremoto che ha colpito l’Abruzzo, quando a novembre del 2010 mi venne proposta la stesura della biografia del duo canoro, i Jalisse. Non sapevo quasi niente di loro e il tempo a disposizione era veramente pochissimo.
Nel febbraio 2011 è uscito per ANordEst edizioni “I Jalisse che fine hanno fatto?

Dopo è venuta l’esperienza a Radio24, nella redazione di Destini Incrociati, successivamente I Magnifici Destini, ecc..
Mi sono “innamorata” di tutti i personaggi di cui ho raccontato la storia, mi sono fatta ispirare dal loro coraggio, consolare dai loro successi. Ho raccontato, per prima, vicende dimenticate e scomode, come quella di Luisa Spagnoli e di Giovanni Buitoni, dell’invenzione del Bacio Perugina e della griffe di moda. E alla fine del 2016 ho chiuso il cerchio prestando la voce allo spot del Bacio Perugina.

Nel 2015, sono tornata al teatro firmando il monologo teatrale “7 paia di scarpe da donna” , di cui sono anche attrice e regista.

Recentemente qualcuno ha definito persone con un curriculum disordinato e poliedrico, come il mio, degli SLASHER (/). Ecco: credo, proprio di essere proprio una slesher.

… e questo è niente rispetto a come mi ha sorpreso la vita, ma qua non posso raccontare tutto…